Nel suo ultimo libro “Algoritmo criminale” (Il Sole 24 Ore), Pierguido Iezzi analizza gli strumenti della mafia 4.0, dal ransomware alle criptovalute, passando per il marketplace del dark web, dove ha luogo persino la compravendita di organi e di esseri umani. L’esperto di cybersecurity – oggi Cyber Business Unit Director di Maticmind – spiega come con il cybercrime, mafie tradizionali e nuovi gruppi criminali internazionali operino non più tanto nel territorio fisico, ma in quello online. Il contrasto alle cyber minacce – a causa del loro carattere transnazionale – richiede un approccio globale e interdisciplinare, che combini competenze tecnologiche e indagini finanziarie. Inoltre, dato che nel mondo digitale la sovranità supera i confini dello Stato-nazione, è necessario un costante adeguamento legislativo. Compito arduo, considerato il rapporto asincrono tra tecnologia e diritto. Sul versante geopolitico le sfide in atto, attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale inaugurano intanto l’era della “wet-war”, ossia l’ibridazione tra uomo e macchina, con ripercussioni etiche e giuridiche. “La tecnologia” - osserva tuttavia Iezzi – “è solo metà della storia. L’altra metà è l’essere umano.”

Il salto quantico delle mafie attraverso la tecnologia digitale

Donata Zocche
2025-01-01

Abstract

Nel suo ultimo libro “Algoritmo criminale” (Il Sole 24 Ore), Pierguido Iezzi analizza gli strumenti della mafia 4.0, dal ransomware alle criptovalute, passando per il marketplace del dark web, dove ha luogo persino la compravendita di organi e di esseri umani. L’esperto di cybersecurity – oggi Cyber Business Unit Director di Maticmind – spiega come con il cybercrime, mafie tradizionali e nuovi gruppi criminali internazionali operino non più tanto nel territorio fisico, ma in quello online. Il contrasto alle cyber minacce – a causa del loro carattere transnazionale – richiede un approccio globale e interdisciplinare, che combini competenze tecnologiche e indagini finanziarie. Inoltre, dato che nel mondo digitale la sovranità supera i confini dello Stato-nazione, è necessario un costante adeguamento legislativo. Compito arduo, considerato il rapporto asincrono tra tecnologia e diritto. Sul versante geopolitico le sfide in atto, attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale inaugurano intanto l’era della “wet-war”, ossia l’ibridazione tra uomo e macchina, con ripercussioni etiche e giuridiche. “La tecnologia” - osserva tuttavia Iezzi – “è solo metà della storia. L’altra metà è l’essere umano.”
2025
Cybersecurity, cybercrime, cyber mafia, cyber warfare, infostealer, brain control interface, diritto delle tecnologie, Cyber e potere, Pierguido Iezzi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14090/15341
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